Liturgia

Il gruppo liturgico

L’appartenenza al gruppo liturgico è una vocazione. È volere servire e aiutare la comunità. Non è una moda, né serve per brillare davanti all’assemblea, né è una concessione soprattutto ai laici, ma una vocazione di servizio.

Gli atteggiamenti fondamentali:

 

  1. Lo spirito di servizio

La persona che appartiene al gruppo liturgico deve essere convinta che esercita una funzione a favore dell’assemblea liturgica. Il suo servizio consiste nell’aiutare a comprendere, partecipare e vivere il meglio possibile il mistero che si celebra nelle azioni liturgiche. Lo spirito di servizio porta con sé la disposizione di superare le difficoltà che possono sorgere nel gruppo. Si cercherà di trovare nel dialogo la verità e la comprensione. Sarà necessario non imporre agli altri i propri criteri personalisti per non rompere lo spirito di comunione.

  1. Lo spirito di comunione

Se nella liturgia si celebrano i misteri che uniscono, è naturale che tra tutti gli attori dell’animazione deve regnare lo spirito di comunione. Questo spirito si manifesta quando si programma e si coordina, e quando si esercitano le varie funzioni nelle celebrazioni. Lo spirito di comunione che deve regnare tra i membri del gruppo si estenderà anche agli altri gruppi che lavorano in varie attività della parrocchia o della chiesa. Il gruppo di animazione liturgica non può restare isolato o considerarsi l’unico. Ogni gruppo secondo le circostanze deve provare a cercare i meccanismi per stabilire relazioni con tutti i gruppi parrocchiali.

  1. Conoscere la comunità

Il gruppo di animazione liturgica perché possa compiere la sua missione è indispensabile che conosca l’assemblea liturgica: il suo ambiente sociale, la sua cultura e il suo linguaggio, le sue realizzazioni e tensioni, i suoi problemi e speranze per evitare nell’esercizio delle sue funzioni, la marginalizzazione di alcune persone o esigere dall’assemblea di più di quanto possa dare. Ci obbliga a tenere in considerazione la graduazione della fede di coloro che formano l’assemblea. Questa varietà richiede da parte del gruppo di animazione liturgica una conoscenza delle assemblee per aiutare tutti a crescere nel cammino della fede.

  1. Voler migliorare le celebrazioni

Tante persone di buona volontà esercitano alcune funzioni nelle celebrazioni con grande servizio, disponibilità e generosità. Ma ci sono anche carenze che occorre migliorare. Ci sono lettori che leggono bene, però non sono comunicatori della Parola o non conoscono le tecniche del suono. Ci sono anche direttori del canto e organisti specializzati, ma non sono a conoscenza della normativa e dello spirito liturgico. L’improvvisazione dà l’impressione di mancanza di preparazione.

COMPONENTI GRUPPO LITURGICO

 

  1. ANNA RITA DE NITTO
  2. GIANLUCA IAIA
  3. ANTONIETTA DEVICIENTI
  4. MARIA CARMELA D’ERRICO
  5. IRENE CARLUCCIO
  6. COSIMINA SARACINO
  7. COSIMINA MARTI
  8. ANNA MARIA LAMARINA
  9. CONCETTINA DEVICIENTI
  10. CENZINA DE NITTO
  11. MINA FACECCHIA
  12. MARIA CARMELA POLITO
  13. MARIA CARRIERO
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