Consiglio Pastorale

MEMBRI DEL CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE INSEDIATO A GENNAIO 2018

NOME

COGNOME

RUOLO

DON PIETRO

DE PUNZIO

  1. PARROCO

DON MINO

SCHENA

  1. COLLABORATORE

CARLO

MITRUGNO

  1. DIACONO

ADA

CAPODIECI

  1. CONSIGLIERE ELETTO

ALBERTO

CAMPANA

  1. RAPPR. C.A.E.P.

ANGELO

DEBENEDITTIS

  1. CONSIGLIERE ELETTO

ANNA RITA

DE NITTO

  1. CONSIGLIERE ELETTO

ANTONIO

PACCIOLLA

  1. RAPPR. CONFRATERNITA SS. CROCIFISSO

ANTONIO

POLITO

  1. RAPPR. C.S.VIRTUS MATER DOMINI

CARMELINA

VINCI

  1. RAPPR. APOSTOLATO DELLA PREGHIERA

CASSIO

DE MAURO

  1. CONSIGLIERE ELETTO

COSIMO

SARACINO

  1. RAPPR. MINISTRI STRAORDINARI

DANIELA

CAIULO

  1. CONSIGLIERE ELETTO

FLAVIA

MONTANARO

  1. RAPPR. CANTORI

FRANCESCA

MASTROMAURO

  1. RAPPR. CARITAS PARROCCHIALE

GIANLUCA

IAIA

  1. RAPPR. GRUPPO LITURGICO

MARIA ROSARIA

PEZZOLLA

  1. COOPTATO DAL PARROCO

MINA

URGESE

  1. RAPPR. CATECHISTI

RAFFAELLA

CAPODIECI

  1. RAPPR. A.C.I.

SIMONE

ZUFFIANO’

  1. COOPTATO DAL PARROCO

TERESA

DEVICIENTI

  1. RAPPR. SCHIAVE DI MARIA

TONINO

FORMICA

  1. COOPTATO DAL PARROCO

VITO

CAPUTI

  1. RAPPR. CONFRATERNITA MATER DOMINI

LA PARROCCHIA ACCOGLIE E ANNUNCIA

IL VANGELO DELLA FAMIGLIA

 Tema pastorale per l’anno 2016 – 2017

Proposta per un programma pastorale orientato da tre criteri:

  • La centralità della comunità parrocchiale
  • Il protagonismo della famiglia
  • L’attenzione alle fragilità

La centralità della comunità parrocchiale

- La comunità parrocchiale va considerata come luogo in cui si è generati alla fede e come contesto relazionale nel quale si vive la propria fede. La parrocchia sia esperienza viva della maternità della Chiesa che genera i suoi figli nella fede e li accompagna nel percorso di maturazione della vita cristiana.

In questo senso, i genitori cristiani, inseriti nella comunità in virtù del sacramento che definisce il loro protagonismo nella parrocchia, educano i figli nella fede, partecipando in modo reale alla vita  della comunità parrocchiale. Non può esserci educazione alla fede in famiglia se la famiglia non è inserita nella comunità cristiana.

Il protagonismo della famiglia

– Il secondo criterio può essere raccolto attorno all’espressione: famiglie protagoniste. Rendere la famiglia protagonista, vuol dire considerarla come soggetto di azione pastorale e, quindi, evangelizzatrice. Significa sensibilizzare la famiglia alla chiamata missionaria, auspicando la formazione di una commissione perché si prenda a cuore le giovani coppie.

È importante sottolineare che bisogna custodire e alimentare la relazione coniugale nel tempo, attrezzandola e sostenendola per essere in grado di affrontare le diverse sfide che nella vita si presentano: nutrire relazioni, evitare isolamenti, emarginazioni e solitudine, autosufficienza, con particolare attenzione ai primi anni di esperienza coniugale.

L’attenzione alle fragilità

– Il terzo criterio viene descritto attraverso due espressioni: a) famiglie accoglienti e b) famiglie solidali.

  1. Risulta importante che, le famiglie aperte all’accoglienza, anche delle diverse forme dell’affido, dell’adozione, della solidarietà familiare in genere, sappiano dare valore alla storia e alla sofferenza di coloro che incontrano. Sofferenza che, se ben accompagnata, può divenire “fattore di forza”. Chi fa accoglienza deve essere accompagnato in questo percorso di comprensione affinché possa, a sua volta, accompagnare chi sta accogliendo.
  1. Bisogna superare la divisione tra “famiglie sane e famiglie in difficoltà”. In ogni famiglia ci sono risorse e problemi. La sfida è imparare a condividerli per crescere insieme agli altri. In questo senso vanno riviste le pratiche di “solidarietà”, troppo basate su una visione assistenziale del rapporto tra “benefattore” e “beneficiario”. E’ necessario che le famiglie cosiddette “sane” imparino a chiedere e a condividere i loro bisogni e che le famiglie cosiddette “in difficoltà” siano messe nella condizione di poter anche loro “dare qualcosa agli altri”.

PROPOSTE OPERATIVE

 

AREA DELLA FORMAZIONE

  • Organizzare incontri mensili con i genitori dei ragazzi della catechesi.
  • Individuare famiglie formate con esperienza di fede matura che sostengano e aiutino le altre famiglie soprattutto le coppie giovani, curando particolarmente quelle del primo quinquennio.
  • Proporre degli itinerari di formazione e coinvolgere le giovani coppie nella creazione di un gruppo famiglia (es. giornate per le coppie che si sono formate col matrimonio), nell’animazione liturgica e nella preparazione dei genitori e dei padrini alla celebrazione battesimale.
  • Favorire alleanze educative tra parrocchia, scuola e amministrazione locale, valorizzando la disponibilità della “Fondazione B. Bartolo Longo” e le associazioni ecclesiali.

AREA DELLA SPIRITUALITA’

  • Momenti di confronto tra le coppie e incontri delle famiglie per stabilire un confronto più costante con le famiglie e le coppie, curando la dimensione spirituale.
  • Ritiri periodici, due ritiri nei tempi forti.
  • Celebrazione degli anniversari di Matrimonio.
  • Celebrazione della festa della Santa Famiglia.

AREA DELLA TESTIMONIANZA

  • Collaborazione con il Centro di Ascolto Vicariale e la “Fondazione B. Bartolo Longo” per una lettura sulle povertà – fragilità della famiglia.
  • Raccolta dei dati, non solo delle povertà materiali, per poter impostare un piano strategico ed evitare lo spreco di risorse.
  • Considerare il tema dell’approccio alla generazione, il desiderio e l’accoglienza dei figli attraverso l’istituto dell’affido e dell’adozione.
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